Articolo: Semplicemente Sordo | Luca Scanavacca

30 Gennaio, 2021

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Quando ci troviamo davanti alla disabilità ci sentiamo inevitabilmente a disagio. Cerchiamo di fuggire dalla situazione o, al contrario, di aiutare a tutti i costi tenendo sempre a mente i limiti del nostro interlocutore e faticando, invece, a comprenderne le possibilità. La stesse sensazioni ci accompagnano anche nei confronti dei cani disabili che spesso rinchiudiamo in una campana di vetro, ritenendo il mondo troppo pericoloso e il cane troppo fragile per riuscire a viverci in autonomia.

Per usare le parole di Luca…

possiamo dire che le paranoie ve le fate voi, io [cane] che sono sordo vivo la mia vita tranquillamente, con serenità. Ho trovato il mio piano di esperienza, il mio piano di realtà, se vuoi comunicare con me bussa alla porta, chiedi permesso ed entra nel mio piano di realtà per scoprire di cosa è fatto il mio mondo.

Il libro Semplicemente Sordo non vuole essere un manuale di cinofilia rivolto solo ed esclusivamente agli esperti del settore, non vuole essere un piano d’intervento, bensì vuole offrire alle persone un nuovo punto di vista sulla disabilità nel cane. Un punto di vista in cui si accolgono le emozioni, si lasciano cadere giudizi e pregiudizi, si allontana la paura del fallimento e si inizia a vedere la disabilità come un’opportunità, non più come un problema da risolvere a tutti i costi. Luca spiega chiaramente come l’essere diversamente abile sia un concetto, sì, inventato dall’uomo, ma che non è detto sia denigratorio in quanto la grandezza del cane è la capacità di un sentire profondo, un sentire attraverso ogni singolo pelucchio,  a partire dal naso fino alla  punta della coda. Noi ci fossilizziamo su quelle che sono le nostre finestre sensoriali e ci perdiamo il concetto più profondo di sentire: il qui e ora, in cui il cane vive costantemente e che è in grado di analizzare in modo molto più profondo del nostro. Ancor di più nel caso di cani disabili. Il loro piano di realtà è diverso dal nostro, ma all’interno di quella realtà loro sono perfetti. E questo Tabata, la protagonista del libro Semplicemente Sordo, ce lo dimostra in ogni singola pagina: dal modo in cui si è posta come guida per la sorella senza però mai limitarla, a quando ha lasciato che fosse Luca ad essere la sua guida, assecondandolo nelle sue proposte, dal loro primo incontro, all’arrivo e l’adattamento di Tabata nella sua nuova casa, alla successiva perdita della vista che ha richiesto un ulteriore adattamento al mondo.

La disabilità, per riprendere le parole di Luca, non è da associare alla vulnerabilità. La sordità e la cecità, che siano nel cucciolo o che siano nell’adulto divenuto anziano, richiedono semplicemente un periodo di adeguamento. Nel caso del cucciolo, per imparare a comprendere tutte quelle informazioni che arrivano a livello tattile, visivo, olfattivo e quindi catalogarle, per il cane anziano diventato cieco e/o sordo diventano delle informazioni da appoggiare a quello che già conosceva.

Il cane disabile non entra nella nostra vita a caso. Il cane disabile ci dà una forte spinta emotiva e richiede da noi una grande capacità di mettersi in gioco. Ed è questo, secondo me, il filo conduttore di tutto il libro: accettiamo, comprendiamo le nostre emozioni, riconosciamo quali sono le nostre difficoltà e i limiti che ci siamo auto-imposti e scendiamo in campo pronti a mettere in discussione tutto quello che pensavamo di sapere, ad andare incontro ad una ristrutturazione cognitiva insieme al nostro compagno a quattro zampe che tutti questi problemi non se li fa nemmeno per sbaglio. Lasciamo da parte il nostro bisogno di avere una scaletta, un piano e permettiamo al cane di guidarci ricordando che l’apprendimento del cane sordo è un apprendimento latente. Il cane sordo riflette, rielabora prima di mettere in atto il comportamento o l’esercizio che gli abbiamo richiesto. Non è raro vederli allontanarsi e tornare in seguito, fare l’esercizio una volta e poi allontanarsi di nuovo. Questo non vuol dire che non c’è l’apprendimento, significa solo che il cane sordo ci mostrerà il suo apprendimento nel momento in cui quella competenza sarà necessaria e il contesto sarà adeguato.

E mentre tentiamo di spogliarci di tutti i nostri dubbi e le nostre paure, facciamo tesoro di ciò che Luca ci insegna nel suo scritto e di tutto ciò che ha condiviso con noi nella meravigliosa intervista a cui si è prestato.

Per concludere, vorrei riportare una citazione presa dall’intervista che a me personalmente ha permesso di cambiare completamente visione:

Il momento del sonno per un cane sordo è l’abbandono più totale, è l’eroe che si sveste della corazza, dello scudo, della spada e quant’altro ed è disarmato, è nudo di fronte ad un ipotetico nemico che arriva da ovunque, arriva dal fatto che non percepisce i suoni.

Il cammino per la fiducia è tortuoso, ricordiamoci nei momenti di difficoltà di non scappare: rimaniamo nel momento insieme al nostro compagno cane.

Sara

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